GLOSSARIO

Un piccolo dizionario sui termini più utilizzati

  • Cicloturismo:
    Per cicloturismo s’intende, più semplicemente, un turismo praticato in bicicletta, protagonista assoluta di questo modo di visitare il mondo. Si può scegliere di fare del turismo in bicicletta sia per un viaggio itinerante di più giorni, o addirittura più settimane, sia per delle gite giornaliere o un weekend. A chi sceglie di viaggiare in bici non interessa la prestazione fisica, i tempi di percorrenza e la preparazione atletica. Al contrario il cicloturismo è un modalità di viaggio che permette di avvicinarsi con tempi più lenti e più umani a luoghi e persone, di visitare ma soprattutto di vivere le proprie mete. Ecco quindi che i vantaggi del cicloturismo appaiono chiari: costi degli spostamenti notevolmente contenuti, maggiore libertà di programmare il viaggio on the road. Un tipo di viaggio e di esplorazione più autentico, senza contare il contributo alla tutela ambientale e al turismo eco-sostenibile.
    (blog.bikenbike.com)
  • Slow tourism:
    In italiano “turismo lento”, è una modalità di viaggio che si è diffusa sempre di più negli ultimi anni in tutto il mondo. Ci sono alcuni segmenti turistici già esistenti, che possono essere identificati come Slow Tourism e in particolare il trekking e i cammini, il cicloturismo, il birdwatching, le ippovie, il turismo fluviale e acquatico. Si tratta di tipologie di turismo che prevedono un impatto ecologico minore e una fruizione del territorio decisamente non basata sul “mordi e fuggi”, ma su una lentezza che permette di comprendere meglio ciò che si visita.
    (siviaggia.it)
  • Slow bike:
    Il termine “slow bike” mette in risalto il valore più significativo del cicloturismo, ovvero il procedere lentamente, alla visita di luoghi interessanti e piacevoli dal punto di vista storico e folcloristico, naturalistico ambientale e paesaggistico. Percorsi impegnativi da fare a piedi, si rivelano invece ideali per bellissime passeggiate in bicicletta.
    Chi pedala con un pensiero rivolto all’enogastronomia locale può scegliere di dirigere la propria bicicletta lungo gli itinerari proposti dalle strade dei vini. La Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano e Valdobbiadene, la Strada dei Vini del Montello e dei Colli Asolani e la Strada dei Vini del Piave coniugano l’attività all’aria aperta con la sosta per le degustazioni in cantina o nei tipici agriturismi.
    Chi si muove alla ricerca delle testimonianze artistiche dei centri d’arte e dei piccoli borghi trova in “Bici in vacanza” una proposta da declinare secondo le più svariate esigenze. Le tappe in cui è suddiviso l’itinerario, tutte collegate tra loro, permettono di scegliere di volta in volta il proprio angolo di Marca da scoprire ma anche di pianificare un percorso di più giornate.
    Per chi mette in primo piano la possibilità di pedalare in ambienti naturali protetti, ecco il GiraSile, una greenway che corre all’interno del Parco Naturale Regionale del Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa. E’ stata tabellato nel tratto a sud di Treviso un percorso ad anello di circa 40 km, denominato ”E4 – Il GiraSile” che unisce il capoluogo della Marca Trevigiana e Casale sul Sile per una proposta escursionistica adatta al week end.
    (visittreviso.it)
  • Bike hotel:
    In senso generale, si indicano con questa dicitura tutte quelle strutture ricettive alberghiere “bike friendly”; in altre parole, questi hotel prestano particolare riguardo verso i propri ospiti cicloturisti e si rendono più appetibili nei loro confronti offrendo servizi specifici dedicati quali lavanderia, ciclofficina, possibilità di portare la bici in camera ecc…
  • City bike:
    in italiano “bici da città”, Pensate per un uso urbano, consentono una posizione di guida comoda, spesso montano una componentistica modesta e non sono dotate nemmeno del cambio, anche per questo sono le più economiche sul mercato. Negli ultimi anni l’aumento dei ciclisti urbani ha indotto le aziende a realizzare dei modelli di city bike tutt’altro che modesti, unendo ad una buona componentistica un design accattivante.
    (www.bikeitalia.it)
  • Mountain bike:
    biciclette pensate per terreni più o meno sterrati/accidentati. Hanno geometrie più compatte delle city bike per questioni di praticità e maneggevolezza del mezzo (d’altra parte anche una posizione di guida meno eretta) e cambio con rapporti corti per affrontare anche le salite più dure.
    (www.bikeitalia.it)
  • E-bike:
    bici elettrica, ossia una bici con un motore che assiste la pedalata. Per questo è chiamata anche “bici a pedalata assistita”. Non è paragonabile a un motorino o a un ciclomotore elettrico, perché il motore della bici elettrica si attiva solamente quando si pedala. Si differenzia da una bici normale perché è molto meno faticosa da usare, soprattutto nei tratti in salita. L’assistenza data dal motore aiuta molto nelle partenze e ripartenze (ad un semaforo ad esempio) e in salita; in pianura aiuta a mantenere una buona velocità di crociera; il motore poi si disattiva quando si raggiungono i 25 km/h, velocità comunque più che rispettabile per una bicicletta e molto maggiore della velocità media delle automobili in città (15 km/h secondo recenti statistiche).
    (www.bikeitalia.it)
  • Bike gravel:
    Se la bici da strada serve solo ed esclusivamente per andare sull’asfalto e la mountain bike (MTB) è pensata per lo più per l’off road, quando si tratta di alternare asfalto e sentieri e fare dello sterrato o del ciclocross servono soluzioni tecniche ibride, che sono appunto quelle delle biciclette gravel (da “ghiaia” in inglese). Bici gravel da non confondere poi con quelle da cicloturismo o trekking, anch’esse in parte ibride ma con la vocazione di portare soprattutto pesi e bagagli, e quindi più comode e soprattutto meno votate alla velocità.
    (sportoutdoor24.it)
  • Bici muscolari:
    sono bici muscolari tutte quelle tipologie di biciclette che non hanno un motore per la pedalata assistita ma sono mosse esclusivamente dalla forza muscolare del biker